NAUFRAGIO
Autrice: A. Laura Puglisi
Introduzione e premessa 🌟 🌠
- Ho scritto questa poesia per dar voce alla nostra anima, protagonista del nostro viaggio terreno, per tutti coloro che "interpretano" un momento particolare della loro vita...come un mar in tempesta...dispersi in esso, sprovveduti e timorosi che un onda li possa travolgere...ignari di aver tutte le risorse e riserve necessarie, per superare la tempesta...e si trovano in noi, dentro di noi..siamo l'osservatore ed il protagonista dell'esperienza!
L'emozione del disagio, il dolore, la paura...sono tutte emozioni-non nemiche- ma amiche, poiché hanno la buona capacità di indicarci dove stiamo sbagliando, queste emozioni, dovrebbero un attimo farci fermare a riflettere..dove stiamo andando? Qual'è la strada giusta che potrei percorrere-se, solo lo volessi veramente e lo scegliessi con consapevolezza...eliminando paure, blocchi, credenze e convinzioni sociali?!
Il paradosso e la sensazione che esprime la frase, sta nell'ironizzare l'anima, calma, quieta in pace con se stessa...si avverte quasi un senso di benessere, (quello per il quale tutti lottiamo ed aspiriamo energicamente, non tanto a livello materiale ma a livello psico-fisico, quel senso di pace e benessere interiore) che solo noi possiamo ritrovare dentro, connettendoci con la parte più profonda ed autentica di noi, con la verità.
Dopo questo brevissimo senso illusorio e fittizio di pace, si rivela la vera natura dell'anima non in armonia, dell'anima sofferente, che protesta ed urla libertà da ogni parte, descrivendo la propria disarmonia, vulnerabilità, dolore e angosce...attraverso la tempesta del mare, le onde che si innalzano e infrangono violenti sugli scogli, il cielo coperto di nubi nere, uragani che si riconnettono alla profondità del mare, lampi e tuoni descrivono un profondo momento incessante di rabbia, dolore e vuoto interiore...non è così che ha origine una tempesta...?!
La tempesta, del nostro intelletto, della nostra parte conscia ed inconscia, può manifestare grandi e violenti onde, oscuri cieli e rumorosi venti!!!
figura poetica che descrive e mette in evidenza, la parte più profonda di ognuno di noi.
Lo sconosciuto lettore, può esser interpretato in varie rappresentazioni e sfumature, una dei quali è la sensazione (sconosciuto) che dona e rileva alla poesia, il mistero, la profondità sconosciuta, nel suo genere e nel contesto...dell'anima, il senso anche di curiosità meditativa ed allegra che fa riflettere lo sguardo all'interno di ognuno di noi, con maggiore interesse, curiosità ed ambizione nel ricercare la verità, ritrovare e seguire la propria vera identità, con determinazione ed ambizione.
L'immagine di uno sconosciuto lettore, sottolinea e richiama l'attenzione del mistero, dell'indagare più a fondo e senso di solitudine sotto forma di ricerca interiore. - E' nella vera solitudine che riscopri il vero te stesso- solo se riesci a sopportare la solitudine, non solo fisica, esterna e materiale...bensì la solitudine mentale, la solitudine da "noi stessi", quel noi stesso-che crediamo vero, invece non è altro che un altra riva di illusione proiettata al sole, per accecare la vera realtà. Riuscendo a liberarci anche da noi stessi (da quella falsa immagine che abbiamo di noi, fisica e mentale) quindi a liberarci da false aspettative, false credenze, falsi pensieri, false appartenenze, false convinzioni introiettati dal mondo esterno che ci circonda, riusciremo a ritrovare quella parte sconosciuta che risiede in ognuno di noi.
Quella parte creativa e in armonia con l'universo!
Lo sconosciuto lettore fa riferimento anche al nostro vasto e profondo inconscio, sconosciuto ma la tempo stesso presente, l'immagine prende forma come un lettore-sconosciuto- che ci legge da dentro di noi, senza esserne a conoscenza o da lontano senza avvistar alcuna presenza, il tutto prende coscienza e consapevolezza, da un momento all'altro, da un istante all'altro...senza che ve ne sia percezione o indulgenza...nel momento della consapevolezza, nel momento della quiete riusciamo a vedere la realtà con occhi diversi, quelli della consapevolezza, della verità e non dell'illusione. Lo sguardo infatti...dello sconosciuto lettore, della parte più profonda e nascosta di noi.
Lo sguardo del nostro lettore interiore, sembra apparire inizialmente perplesso e confuso, tra le righe della poesia-ma anche dentro di noi- poiché ha appena superato la tempesta, è appena avanzato avanti, da uno stato di inquietudine che trasmuta tra le prime righe, ad uno stato di consapevolezza e benessere. Come immagine è privo di giudizio ed attaccamento..per questo riesce a riscoprire la benevolenza per se e la vita, la gratitudine ed il coraggio...che lo hanno portato da naufrago ad osservatore di un naufragio.
Notiamo come questa presenza sia il centro di tutta la poesia, senza esso non vi sarebbe esperienza, riflessione e cambiamento. E' attraverso questo sconosciuto lettore interiore, che avviene il cambiamento, dalla tempesta si passa alla calma, serenità allo scorrere placido del tempo, delle emozioni, eventi e sensazioni.. senza procurare dolore, dubbi, schemi ed etichette.
L'anima può ritornare a sedere ed ammirare il placido mare. Come un guardiano del mare.
All'orizzonte c'è tutto quello che necessita per noi e la nostra crescita personale, spirituale ed interiore.
Lo sconosciuto lettore interpreta anche i panni di un vero e proprio attore della nostra vita, della nostra realtà...se non vogliamo vederlo in chiave interiore e spirituale...è una presenza reale, quasi come di fronte a noi...uno specchio, la poesia descrive- uno sconosciuto lettore lontano alla mia finestra, per identificare delle volte quello sconosciuto lettore, come una presenza che ci osserva dall'esterno e non più dall'interno, questa presenza a specchio esterna che rivela anch'esso mistero...lo ritroviamo nella nostra realtà quotidiana (non più nel nostro profondo, nel bisogno di osservazione interiore) bensì nella realtà quotidiana, presso il quale siamo costantemente circondati da sconosciuti lettori, che interpretano i nostri gesti e le nostre parole in base alle loro esperienze, e viceversa...permettendoci di far esperienza in modo collettivo.
Lo sconosciuto lettore è la chiave di volta, è il nostro prossimo, il nostro vicino o un incontro inaspettato, che ci conducono alla risoluzione e riscoperta dell'angoscia più profonda.
Molte delle volte quando siamo ormai sfiniti..ci ritroviamo al nostro fianco una persona inaspettata..una persona sconosciuta...un caro nostro vecchio amico ormai perso da tempo, capaci a sorreggerci, aiutarci e spostar lo sguardo verso un altro orizzonte. Queste persone che apparentemente chiamiamo e sembrano esser sconosciute, sono invece la manifestazione e l'ascolto di un nostro desiderio, di una nostra preghiera, di un aiuto, chiesto all'universo in un momento di totalità abbandono di noi stessi e della vita.
Un sostegno fisico, psicologico o materiale mandato dall'universo.
Questo è il messaggio di uno sconosciuto lettore.
-Uno sconosciuto lettore lontano alla mia finestra- è l'aspetto più misterioso e nobile che possa esserci in un momento devastante.
Fa riferimento anche (alla mia finestra) alle porte dell'anima, del cuore...dell'universale.
E' come se in tutta questa scena, di mare in tempesta...vi sia una figura al di fuori di tutto questo, che resta da parte, ad osservare..lontano dall'evento, quasi impassibile, si avverte, il senso di fermezza che si oppone malinconicamente e silenziosamente alle onde del mare in tempesta, questa figura quasi priva di emozioni...che resta immobile ad osservar dalla finestra.
L'osservatore esterno..che attraverso la finestra-lo specchio dell'anima-confluisce con l'interno. Quindi si ricollega al primo verso.
Ognuno di noi ha uno spettatore interno o esterno...secondo quale scegliamo di dar ascolto.
La visione così incisiva degli elementi nella poesia...annunciano un cambiamento, da mare, tempesta, sconosciuto lettore, finestra...alla fine restiamo naufraghi...non citato apertamente, (questa figura, perché non è sottinteso che in un naufragio via sia un naufrago) dipende tutto da noi, se restar in preda alle onde, alla brusca corrente del mare..o posare quieti da saggi appena in riva al mare, ed osservar il magnifico ed incessante naufragio!
Non dar ascolto e non vedere con lo sguardo di un osservatore consapevole il proprio disagio..resteremo semplicemente dei naufraghi..o sopravvissuti al naufragio...!
Conclusione: la poesia rivela un forte sentimento di malinconia...un forte disagio...l'ansia e le paure.
Contemporaneamente rivela la forza di saper attendere...saper restare nella tempesta, riuscire a cavalcare le onde aspettando che si calmi la tempesta. Il naufragio è un chiaro messaggio dell'universo..per indicarci come cose negative ed inutili possano esser spazzate via..per ridare a a nuove calde w placide onde. Così come la natura si occupi dell'eliminazione naturale del superfluo...anche la nostra mente..la nostra parte inconscia-l'anima..si occupa di far ciò. Di indicarci la giusta via..per la nostra crescita personale e spirituale.
Lascio a tutti un caloroso messaggio di poter leggere le proprie emozioni..i propri problemi..osservare il tutto..sotto forma di un evento (nonostante negativo) benevolo per la nostra crescita.
Non siamo mai del tutto soli...c'è sempre uno sconosciuto lettore lontano alla nostra finestra!
Alla nostra anima!
Namastè!



















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